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Tivoli Candidata Capitale Italiana della Cultura 2029 entra nel gioco
Ogni progetto è una nuova mossa per costruire insieme la città della cultura. Una città non è fatta soltanto di edifici, monumenti o piazze. È fatta di persone che la attraversano, la abitano, la raccontano, la immaginano e, ogni giorno, le attribuiscono nuovi significati. La candidatura di Tivoli a Capitale Italiana della Cultura 2029 nasce da questa idea: la cultura non è soltanto ciò che conserviamo, ma anche ciò che costruiamo insieme. Per questo abbiamo scelto il gioco come metafora e come metodo di lavoro. Le proposte progettuali dovranno essere inviate esclusivamente attraverso questo formulario entro il 31 luglio 2026 alle ore 13:00. Chi può partecipare La manifestazione di interesse è aperta a: • enti pubblici; • istituzioni culturali; • fondazioni; • associazioni; • organizzazioni del Terzo Settore; • imprese culturali e creative; • istituti scolastici e universitari. Sono ammessi progetti realizzati in partenariato.
Cani liberi e accuditi: conferenza stampa
Cani liberi e accuditi”: conferenza stampa Martedì 29 settembre, alle 11:30, al Grand Hotel “Duca d’Este” di Tivoli Terme. Saranno illustrati i risultati degli interventi e le prossime attività. Il progetto prevede la cattura, la sterilizzazione, l’identificazione e l’assistenza veterinaria dei cani presenti nelle aree delle cave, oltre che tutela sanitaria, accudimento e monitoraggio. Per la Città di Tivoli interverrà il sindaco Marco Innocenzi.
Vietata la caccia a Pomata: maggiore sicurezza per residenti e passanti
Dal 21 settembre 2026 fino al 31 gennaio 2027 non si può cacciare nella zona di Pomata. “Questa decisione non vuole contrastare la pratica venatoria in toto”, spiega l’amministrazione, “ma risolve un problema oggettivo. A Pomata la presenza diffusa di case, lavoratori agricoli e passanti rende impossibile mantenere le distanze minime di sicurezza richieste dalla legge. Vogliamo prevenire ogni possibile incidente ed evitare i problemi che in passato hanno provocato un forte allarme sociale. Abbiamo scelto di proteggere residenti e sportivi, salvaguardando contemporaneamente le esigenze dei cacciatori, che potranno continuare a farlo nelle apposite aree in cui non creano alcun rischio.”
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